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Le opinioni che Renzi difende sono quelle su cui chiunque esprimerebbe un accordo di massima durante una conversazione in spiaggia, al taglio dell’anguria. Ma certo, c’è una burocrazia terrificante, bisognerebbe snellire tutte le procedure. Ma certo, bisognerebbe licenziare i professori fannulloni e premiare quelli bravi. Ma certo, tutti devono avere le stesse possibilità, poi però è chiaro che il chirurgo bravo opera, e l’incapace no. La conversazione agostana s’incarta di solito sul come. Come fare? Qualsiasi persona seria trema di fronte a questa domanda. Come evitare, infatti, che la soppressione della burocrazia dia via libera all’arbitrio? (Ovvero: come evitare che Matteo Renzi, laureato in Scienze politiche, uno che pensa che la battaglia di Gavinana abbia avuto luogo nel quartiere di Firenze che porta quel nome, decida di cambiare la facciata di San Lorenzo?) Chi stabilisce chi sono i professori da licenziare? Quelli che non piacciono agli studenti? Quelli che non piacciono ai genitori? Oppure queste cose «si sanno»?
Renzi non trema. Ha un’illimitata fiducia in sé, nei fiorentini e negli esseri umani: in quest’ordine. A giudicare da Stil novo, questa fiducia si fonda soprattutto sulle parole d’ordine dell’infantilismo corrente - Emozioni, Sogni, Eventi - e su slogan farlocchi come (poteva mancare?) Stay hungry, stay foolish. «La vera distinzione per il futuro dell’Italia - scrive - è quella tra coraggiosi e vili». La mia opinione è invece che la vera distinzione - anche questa trasversale e prepolitica, proprio come quella tra coraggiosi e vili - sia tra adulti e bambini: intendendo per adulti quelle persone che meditano su quello che dicono e scrivono, diffidano della società dello spettacolo e dei suoi cascami (gli eventi, la Commedia di Dante «proclamata» nelle piazze), delegano a persone competenti, rifiutano di credere che esista un mondo di buoni da una parte (se stessi e i propri amici) e, dall’altra, un mondo di reazionari con la desinenza in -one. E intendendo per bambini quelle persone che hanno un’opinione su tutto, non ascoltano quelle degli altri e si affidano a scorciatoie demenziali come «la distinzione tra coraggiosi e vili».
Renzi non trema. Ha un’illimitata fiducia in sé, nei fiorentini e negli esseri umani: in quest’ordine. A giudicare da Stil novo, questa fiducia si fonda soprattutto sulle parole d’ordine dell’infantilismo corrente - Emozioni, Sogni, Eventi - e su slogan farlocchi come (poteva mancare?) Stay hungry, stay foolish. «La vera distinzione per il futuro dell’Italia - scrive - è quella tra coraggiosi e vili». La mia opinione è invece che la vera distinzione - anche questa trasversale e prepolitica, proprio come quella tra coraggiosi e vili - sia tra adulti e bambini: intendendo per adulti quelle persone che meditano su quello che dicono e scrivono, diffidano della società dello spettacolo e dei suoi cascami (gli eventi, la Commedia di Dante «proclamata» nelle piazze), delegano a persone competenti, rifiutano di credere che esista un mondo di buoni da una parte (se stessi e i propri amici) e, dall’altra, un mondo di reazionari con la desinenza in -one. E intendendo per bambini quelle persone che hanno un’opinione su tutto, non ascoltano quelle degli altri e si affidano a scorciatoie demenziali come «la distinzione tra coraggiosi e vili».