“Continuavo a inghiottire deliberatamente delle esche per poi stupirmi quando mi strappavo le viscere dalla bocca”
—Jonathan Littel
June 2012
23 posts
“gli uomini spesso hanno il cuore ricoperto di pelo e non hanno familiarità con le cerette”
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chiaratiz su FF (via mastrangelina)
proprio ieri mi hanno detto che ho il cuore ricoperto di pelo. sono un po’ un maschio, lo so.
“ieri notte, tornando a casa, ci hanno attraversato la strada 4 cinghiali adulti e una decina di cuccioli. mi sono venuti gli occhi a forma di pappardelle”
—benty - FriendFeed
“Tu sei un po’ il sogno di tutti gli uomini.
Soprattutto di quelli già impegnati o con poco tempo.
Sarebbe bello avere una relazione diversa per ogni giorno della settimana.
L’unico casino è che non mi ricorderei mai il nome giusto.
Ti secca se ti chiamo Giovanni?” —Dichiarazioni d’amore che mi arrivano di mattina presto.
Soprattutto di quelli già impegnati o con poco tempo.
Sarebbe bello avere una relazione diversa per ogni giorno della settimana.
L’unico casino è che non mi ricorderei mai il nome giusto.
Ti secca se ti chiamo Giovanni?” —Dichiarazioni d’amore che mi arrivano di mattina presto.
“Se gli uomini scoprissero quanto risulta sexy prendere una cazzo di decisione, avremmo meno single in giro.”
—splendidi quarantenni - FriendFeed
“Ma per dirtene una: mi sono abituata alla nuova gmail. Oh, mi faceva schifo. Ma schifo sul serio. E adesso manco mi ricordo più com’era quella di prima. Come la vita, alle volte. La fai, vai, corri, ti dici che così non la volevi-non-la-vuoi-no-no-io-no e poi puff, sei lì. Magari con chi non vorresti essere, a sentire cose che non vorresti sentire.
Finisce che ti abitui a sentirti stanca e forse un po’ bugiarda, e come Gmail: com’era prima non te lo ricordi proprio, alle volte.
Ti abitui a sentir ballare il sedere in macchina a causa di buche improbabili di improbabili strade. Sorridi, quando non vuoi sorridere. Almeno però piangi quando ti pare (che è già qualcosa). Macini chilometri, di asfalto e pensiero. Hai una faccia rassegnata, ed ecco, se c’è una roba che ti faceva schifo era la rassegnazione. Eppure, alle volte è quasi un rifugio. Freddo e scomodo, per carità, ma intanto.
Adattarsi non sarà mica un peccato. E poi finisce che ti menti, sapendo di mentire. Finisce che aspetti un bonifico e un arrivo, e tutto slitta in un inquietante parallelismo.
L’essere umano si abitua: alla solitudine, alla compagnia, alla compagnia che ti fa sentire solo.
Si abitua a non farsi domande, ci crederesti? Per fortuna non su tutto. E nemmeno proprio a tutto ci si abitua. Grossomodo.” —Lettera all’abitudine | Diparipasso (via iorejna)
Finisce che ti abitui a sentirti stanca e forse un po’ bugiarda, e come Gmail: com’era prima non te lo ricordi proprio, alle volte.
Ti abitui a sentir ballare il sedere in macchina a causa di buche improbabili di improbabili strade. Sorridi, quando non vuoi sorridere. Almeno però piangi quando ti pare (che è già qualcosa). Macini chilometri, di asfalto e pensiero. Hai una faccia rassegnata, ed ecco, se c’è una roba che ti faceva schifo era la rassegnazione. Eppure, alle volte è quasi un rifugio. Freddo e scomodo, per carità, ma intanto.
Adattarsi non sarà mica un peccato. E poi finisce che ti menti, sapendo di mentire. Finisce che aspetti un bonifico e un arrivo, e tutto slitta in un inquietante parallelismo.
L’essere umano si abitua: alla solitudine, alla compagnia, alla compagnia che ti fa sentire solo.
Si abitua a non farsi domande, ci crederesti? Per fortuna non su tutto. E nemmeno proprio a tutto ci si abitua. Grossomodo.” —Lettera all’abitudine | Diparipasso (via iorejna)
Sono proprio ORGHLoglione quando metti un Like al porno che pubblico.
I miei sono tutti like di qualità. U.U
“Stavamo prendendo un caffè, stavamo commettendo atti osceni in luogo pubblico. Capita di far l’amore anche mentre si sta facendo tutt’altro, giuro.”
—(via stupidangie)
“Mia nonna, Ada, sfollata in un camper davanti a casa dei miei, a Novi di Modena, quando siamo andati a recuperare le sue cose col carriolino e lei ha iniziato a capire che forse non sarebbe mai più rientrata nel posto in cui ha abitato per almeno cinquant’anni, ecco, le prime cose che ci ha fatto portar fuori, prima ancora dei vestiti e dei giabanini di valore, sono state: il casco per la permanente (perché le signore son signore in ogni situazione), l’asse per la sfoglia (perché «tua madre ha un tavolo che non va mica bene»), due o tre mattarelli e farina e uova (perché anche se casca il mondo bisogna fare delle torte).”
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Generi di prima necessità | marco manicardi
Le signore son signore in ogni situazione.
Marco, mi fai sempre commuovere.
Play
(ricapitolando) un po' di cose alla rinfusa, dal 29 maggio a questo preciso istante →
marcomanicardi.altervista.org
Mi sembra d’aver vissuto un mese in sei giorni. Eppur bisogna andar.
Io, uno come Manicardi, non smetterei mai di abbracciarlo. Leggetelo.
“Basta poesie d’amore adesso e diamoci dentro.”
—Guido Catalano. (via myborderland)